lunedì 28 gennaio 2008

Top album 2007 (5 --> 1)

5. Funambola - Patrizia Laquidara
Già mi era piaciuto Indirizzo Portoghese, ma sono rimasto totalmente rapito da Funambola. La Laquidara mette la propria musica al servizio degli arrangiamenti di Arto Lindsay ed il risultato è un disco di godibilissimo, divertente e poetico pop che riesce ad elevarsi dalla massa di opere nazionali simili anche grazie a questo ingrediente estero. Atmosfere sudamericane che strizzano l'occhio a New York.

4. Watch The Fireworks - Emma Pollock
Per chi come me ancora si rammarica al pensiero che i Delgados abbiano deciso di sciogliersi, questo disco solista della Pollock è stato un vero viatico. Una parte non è ovviamente il tutto, ma poter ritrovare quelle atmosfere lievi e plumbee che occasionalmente si aprono con un energia trionfale, marchio di fabbrica degli scozzesi, è stata veramente una bella cosa. E poi c'è la Lancia Fulvia nel video di Adrenaline! Basterebbe questo.

3. Proof Of Youth - The Go! Team
Tornano gli eroi del 2004 e riprendono il discorso da dove l'avevano interrotto. Sarà pure vero che il loro secondo lavoro assomiglia troppo al primo, ma chi se ne frega! Era proprio quello che volevo: un altra bella dose di campionamenti da serie anni '70 su una base hip-hop conditi da sfrigolanti chitarre. Quel sound profondamente unico da sbattere in faccia a tutti quei vecchi tromboni che passano il tempo ad affermare che non c'è niente di innovativo in giro. Certo, se pure il terzo disco di Parton e soci fosse su queste note allora sarebbe da preoccuparsi, ma per il momento si può anche fare spallucce e lasciarsi andare al ritmo di Keys to the City.

2. It's A Bit Complicated - Art Brut
Buffo come per quanto ci si informi certi gruppi ti sfuggono, prima di scoprirli nei posti più impensati. Per gli Art Brut fu galeotta una loro inspiegabile collocazione sugli scaffali di Mediaworld, tra gli Aerosmith e le Bangles. Etichettati altrove come un gruppo capace di produrre "art-punk brillantemente semplice e abilmente stupido", gli Art Brut sono eredi di quel modo ironico di fare musica tipicamente inglese. Come i Beautiful South, ma con parecchia grinta elettrica. People In Love canzone dell'anno.

1. Sticking Fingers Into Sockets EP - Los Campesinos!
Una manciata di canzoni, non di più. Eppure dopo neanche trenta secondi ci si ritrova a scuotere la testa e a battere il piede trascinati dal vivacissimo Indie Rock dei Los Campesinos! Sarà il gioioso e calcolato caos degli strumenti, sarà quel violino inaspettato quanto consono, sarà quell'alternarsi di voci dall'accento inconfondibilmente britannico, fatto sta che i sette di Cardiff hanno un sound irresistibile.
Se l'album manterrà le promesse di questo EP, avremo di che deliziarci in questo 2008.

Top album 2007 (10 --> 6)

10. I Can't Go On, I'll Go On - The Broken West
Giovini giovini, freschi freschi dalla California, i Broken West confezionano un gioiellino di disco (Power) Pop semplice semplice, con i coretti e gli "u-uh" del Surf e il giusto pizzico di Folk e Country ad insaporire. Ottimo album per ascolti automobilistici extra-urbani.


9. † - Justice
Sarà portare le baguette sotto il braccio senza carta? Sarà il patè? Di certo non è lo sciovinismo, poichè le canzoni sono quasi sempre in lingua inglese. Ma allora perchè i francesi sono così dannatamente bravi con la musica Dance? Oltretutto qui si parla addirittura della nuova generazione, quella che già comincia ad essere indicata come "New French Touch". Insomma il duo parigino centra appieno l'album di debutto e s'impone come un nuovo concorrente in pista.
PS: Il simbolo si legge "Cross"

8. Friend Opportunity - Deerhoof
Ho letto in giro che il genere di questo disco dovrebbe essere Art Rock. Altrove, addirittura, Indie Prog. Mah! Di mio non saprei che dire, a parte che tutte le definizioni sono corrette senza essere complete, per usare gergo scientifico. Il Rock c'è, l'Art trasuda dalle mille soluzioni sonore, Prog per la complessità delle strutture e Indie per come tutto ciò viene allegramente condensato e sparatoci in faccia accompagnato dalla sognante voce della Matsuzaki. Avete chiaro il quadro? No? Vabbè, ecco, è un gran bel disco.

7. Spoon - Ga Ga Ga Ga Ga
Acchiappati per i capelli ai tempi supplementari dell'anno solare appena passato, gli Spoon, formazione di lungo corso a me fino ad ora, purtroppo, ignota, si conquistano una meritatissima posizione nella top ten (e pure dubbi su un eventuale posizione più alta). Canzoni Rock orecchiabilissime ma piene di sostanza, con continui rimandi a sonorità passate che donano un sapore famigliare a tutto il disco, pur senza intaccarne la innegabile freschezza.

6. Scribble Mural Comic Journal - A Sunny Day In Glasgow
Si, vabbè, ormai tutti sappiano del prossimo tour dei My Bloody Valentine e delle voci di corridoio riguardanti addirttura un nuovo disco. Ma quando usci 'sto disco mica si sapeva ancora nulla, e la carne è debole, e il buon shoegazing raro, cosa che In Una Giornata Di Sole A Glasgow (che in realtà è a Philadelphia) sembra invece del tutto normale.

Top album 2007 (20 --> 11)

Ovviamente by me. ;)
Si si, lo so che ormai siamo quasi a febbraio e queste cose si fanno i primi dell'anno se non addirittura prima. Il punto è che commentare album è una cosa che trovo difficilissima. Invidio tantissimo i critici musicali che sono in grado di scrivere pagine su pagine, sezionando ogni canzone, usando aggettivi impensabili e incrociando metafore e similitudini.
Per me in genere funziona così: Lo ascolto, mi piace e poi... com'è? Beh, bello!
Perciò, apprezzate lo sforzo.

In un impeto di megalomania e indecisione ho stilato una classifica di 20 posizioni, ma visto che non mi (vi) voglio così male ho, diciamo recensito, solo i primi 10.
Si parte dall'ultima verso la prima, in puro stile Sanremese.

20. We were Dead Before the Ship Even Sank - Modest Mouse
19. A Place To Bury Strangers - A Place To Bury Strangers
18. La Quinta Stagione - Cristina Donà
17. St.Vincent - Marry Me
16. No Shouts No Calls - Electralane
15. Armchair Apocrypha - Andrew Bird
14. Neon Bible - The Arcade Fire
13. Challengers - The New Pornographers
12. Whincing The Night Away - The Shins
11. The Reminder - Feist

sabato 26 gennaio 2008

Cristina Donà @ Alpheus

Infine, ieri, è arrivata l'occasione reale di aprire la stagione concertistica 2008. Un bel concerto dell'inossidabile Cristina, che torna sul luogo del delitto, l'Alpheus, dove me la fece conoscere anni fa Jillian.
La serata non comincia benissimo. Il concerto è previsto per le 22, e data che non c'è stata prevendita, noi (io, Lavi e altra gente) si è già là davanti alle 21 e 30 per essere sicuri di trovare posto. Neanche 10 minuti e comincia la solita pippa del servizio d'ordine, tre più o meno energumeni che spingono e maneggiano un paio di transenne di metallo sbuffando: "Rega', indietro!". Ovviamente la massa di gente appollaiatasi intorno ai cancelli è riluttante all'arbitrario atto di discretizzazione e inquadramento, e reagisce ammucchiandosi ulteriormente. Dopo tre quarti di attesa ci viene data l'opportunità di entrare e acquistare l'agognato biglietto. Bello, siamo i primi. Non proprio i primissimi, però. C'è già un unica sottile linea umana stravaccata sulle barriere antistanti il palco.
Ma il peggio comincia ora. La gestione dell'Alpheus, molto probabilmente per permettere al locale di riempirsi, ci lascia in piedi più di un ora e mezza. Un ora e mezza, verso la fine della quale cominciano a svilupparsi dei casi d'idrofobia d'attesa, intervallati da improvvise illuminazioni ad ogni minimo cenno di spostamento della tenda del palco. I tecnici addetti agli strumenti, che ogni tanto passano, vengono detestati a più riprese dal pubblico. All'apparizione di un tizio con la torcetta che controllava gli effetti qualcuno sbotta: "Volemo Cristina, no 'sto speleologo der cazzo!". Si sta per sfiorare la rivolta.
Poi, finalmente, arriva lei, la Donà.
Se conoscete la Donà solamente attraverso i suoi dischi (e se neanche con quelli, rimediate al più presto) dovete sapere che un suo spettacolo non è solo una gioia per le orecchie perchè non perde un grammo della sua bravura dal vivo, ma anche per il particolare modo che ha di rapportarsi col pubblico. La Donà, cantautrice di altissimo livello alla quale l'unica critica che gli si può muovere è quella di essere troppo simile a sè stessa, gioca col suo pubblico. Ma non è un gioco unilaterale, come per tanti, in cui si comanda il coro o la mossa della folla, bensì un gioco paritario, sul filo del suo umorismo leggero e auto-ironico, volto a dissacrare amabilmente la figura del rocker (a tale proposito, irresistibile il racconto sul buffo scambio telefonico mattutino tra due componenti del gruppo dopo l'infortunio del bassista e ancora di più la digressione sui doppisensi de Nel Mio Giardino).
Comunque, il concerto inizia benissimo e migliora di brano in brano. La scaletta è un'ottima selezione di pezzi nuovi e vecchi e la Donà, alla chitarra acustica amplificata, è coadiuvata da 3 membri dei Peng, una formazione romana, che credo la seguano per tutto il tour. Dopo la prima ora e un quarto, pausa per poi ricominciare, prima lentamente, in versione acustica e solitaria, e poi sempre più ruvida e veloce, tanto da concludere con uno tiratissimo medley nel quale trova spazio pure una insapettata You Really Got Me. C'è spazio anche per l'immancabile tromba vocale, che è uno dei marchi di fabbrica della Cristina da concerto.
Per concludere, uno delle migliori prestazioni live della Donà che io abbia mia visto (e con questa siamo a tre e mezzo).

PS: Rivisto la ragazza col tatuaggio. Troppo caruccia.

giovedì 24 gennaio 2008

Dalla padella nella brace

L: Uh, è caduto il governo, e mò?
D: E mò so' cazzi.

sabato 19 gennaio 2008

giovedì 17 gennaio 2008

Neuro 4

[al telefono]
Vigile: Pronto.
Io: Salve, volevo qualche informazione sul blocco della circolazione di oggi.
Vigile: Si, è dalle 15 alle 21.
Io: Si, ok. Volevo sapere un altra cosa... io posseggo una vettura diesel certificata Euro 4, ma ho letto che sono autorizzate a circolare solo quelle che hanno anche il filtro anti-particolato di serie...
Vigile: Si...
Io: Eh, ma come posso sapere se la mia auto ha questo filtro o no?
Vigile: Eh, non lo so.
Io: E quindi, come funziona?
Vigile: Beh, si vede sul libretto di circolazione...
Io: Cioè, faccio un esempio: mettiamo che io prenda la macchina oggi, lei mi ferma e cosa controlla?
Vigile: Guardo sul libretto e se c'è segnato che Euro 4, per me può andare. Non so se m'ha capito...
Io: Neanche voi sapete come si vede?
Vigile: Non so neanche com'è fatto. Che s'attacca alla marmitta? [allontana la cornetta e chiede in giro] Che il filtro anti-particolato è una cosa attaccata alla marmitta? [qualcuno risponde "boh!" dal fondo] No, non lo sappiamo.
Io: Capisco. E che non trovando informazioni sul sito del comune, mi sono detto: "chiediamolo alla municipale. Se non lo sanno loro che ti fermano".
Vigile: Il ministero dei trasporti non è che è stato molto chiaro a riguardo. E quindi che dovemo fa? A me basta che è Euro 4, non so se m'ha capito. Forse qualche collega può fare qualche storia, ma 'sta cosa del filtro non è che segnata da qualche parte.
Io: Vabbè, quindi io prendo la macchina... e poi spero di incontrare lei e non qualche collega con la luna storta.
Vigile: Ma è difficile. Gliel'ho detto. Guardiamo se è Euro 4...
Io: Si si, ho capito. Grazie, eh?
Vigile: Buona giornata.


Adoro questa città. ;)